Cos'è Il Dendronaturalismo​

Il termine nasce dalla parola greca «dendron», che significa «albero».
Il Dendronaturalismo è il movimento pittorico e filosofico fondato da Giuseppe Rossi nel 2010, che elegge l’albero — nella sua forma più ancestrale — a soggetto per eccellenza dell’indagine artistica.

Non si tratta di una pittura naturalistica nel senso tradizionale.
L’artista non riproduce l’albero: lo attraversa. 

Penetra nei tronchi, negli anfratti, nelle cortecce scabre, nelle radici che affondano nella storia dell’uomo. 

Ne estrae immagini visionarie dove la fantasia si intreccia con la forma organica, generando visioni pareidolitiche: ciascuno vede ciò che è pronto a sentire.i.

Gli alberi scelti: ulivo e castagno

Pino Rossi ha scelto due specie in particolare — l’ulivo e il castagno — perché sono le piante che meglio incarnano il legame indissolubile tra storia dell’uomo e storia della natura.
L’ulivo: pianta sacra ai Greci, simbolo di giustizia e sapienza per gli Ebrei, veicolo di pace per i cristiani.

Ad Ansedonia, ad Ostuni, in Sardegna, Rossi ha dipinto ulivi di 2.000, 2.500, persino 3.800 anni. Le loro radici affondano su terreni formati da cocci e detriti: assorbono letteralmente la storia dell’umanità.
Il castagno: l’«albero del pane», capace di sfamare intere popolazioni. 

A Soriano nel Cimino, dove l’artista vive, il castagno è la memoria del territorio. I suoi rami erano talismani, le sue castagne nutrimento e rito collettivo. Vedere abbattuto l’ultimo castagno all’ingresso del paese ha spinto Rossi a concepire il Monumento al Castagno.

La tecnica e l'evoluzione stilistica

La storica dell’arte Patrizia Sora ha definito la ricerca di Rossi come espressione di una «sensibilità ecosofica» — il concetto elaborato dal filosofo Michel Maffesoli: la saggezza di antica memoria della casa comune, la Terra, la Natura. 

Un sentire la profonda appartenenza dell’uomo all’ambiente naturale che lo accoglie e che forma la sua anima.
I tronchi di Rossi sono Totem: simboli di protezione e di equilibrio totale, emblemi di una saggezza antica perduta. 

Attraverso di loro l’artista ci invita a uscire dalla ragione dominante e a vivere in maniera istintuale, accordando i sensi alla natura.

La sensibilità ecosofica

La storica dell’arte Patrizia Sora ha definito la ricerca di Rossi come espressione di una «sensibilità ecosofica» — il concetto elaborato dal filosofo Michel Maffesoli: la saggezza di antica memoria della casa comune, la Terra, la Natura. 

Un sentire la profonda appartenenza dell’uomo all’ambiente naturale che lo accoglie e che forma la sua anima.
I tronchi di Rossi sono Totem: simboli di protezione e di equilibrio totale, emblemi di una saggezza antica perduta. 

Attraverso di loro l’artista ci invita a uscire dalla ragione dominante e a vivere in maniera istintuale, accordando i sensi alla natura.

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